Roberto Matta (Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren) (1911, Santiago del Cile - 2002, Civitavecchia) Si laurea alla Scuola di Architettura della Università Cattolica di Cile nel 1933 con l'originale progetto "La lega di religioni - Valle di Josaphat, l'Isola dell'Elefante", un tempio per 147 religioni, con disegni realizzati alla Scuola di Belle Arti. Alla laurea segue un lungo viaggio in Europa; a Parigi lavora con l'architetto Le Corbusier ed entra in contatto con intellettuali spagnoli e francesi; si trasferisce a Londra nel 1936, dove lavora con Walter Gropius e Moholy-Nagy. Negli anni seguenti Matta partecipa al movimento surrealista introdotto dal fondatore André Breton, conosciuto tramite Salvador Dalì. Partecipa all'Esposizione Internazionale del Surrealismo alla Galleria di Belle Arti di Parigi. In breve tempo Roberto Matta si rivela uno dei più geniali interpreti dell'arte moderna. Nel 1939 Matta vive a Parigi un periodo con Pablo Neruda, ma per sottrarsi alla Seconda Guerra Mondiale, accetta l'invito dell'amico Marcel Duchamp che, come altri artisti si era rifugiato a New York, dove si inserisce facilmente nel mondo artistico e culturale della città, frequentando gli artisti più importanti del tempo, e dove nel 1940, Roberto Matta realizza le sue prime mostre personali. Nel 1948 torna in Cile con una esposizione personale a Santiago. Mantiene contatti con i pittori surrealisti e dadaisti, ma lasciandosi a sua volta influenzare dalle nuove correnti. Elabora immagini sempre più mostruose, nelle quali incombe la presenza di forme meccaniche, che lo collocano alla base dell’Espressionismo Astratto: è rottura con il gruppo surrealista, e Matta si trasferisce Roma fino al 1954. Molte le mostre internazionali. Nel 1971 Roberto Matta viene invitato in Cile per eseguire un murale all'Università Tecnica della Provincia di Santiago, partecipando ad attività collettive dei pittori muralisti "Brigata Ramona Parra" che dipingevano sui muri i motivi del programma economico e sociale di Allende, che sostiene apertamente. Dopo il golpe di Pinochet, il pittore viene dichiarato "persona non grata" e chiede la cittadinanza francese. Nel 1985 Roberto Matta organizza una grande retrospettiva della sua opera nel Centro Georges Pompidou a Parigi. Un sondaggio pubblicato dalla rivista francese Connaissance des Arts lo inserisce fra i dieci migliori pittori di tutto il mondo. Al ritorno della libertà in Cile, Roberto Matta nel 1987 espone alla Galleria di Arte El Caballo Verde a Concepción e nel Museo Nazionale di Belle Arti a Santiago in occasione della IV Biennale di Architettura. Tornato a Parigi nel 1990 Matta trascorre lunghi periodi in Italia a Tarquinia, dove organizza uno studio, una scuola di ceramica e una sala di esposizioni. Carico di onori e riconoscimenti, alcuni giorni dopo una sua grande Mostra tenuta a Roma con cinquanta quadri ed alcune sculture, Roberto Matta muore a Civitavecchia (Roma), il 23 novembre 2002 e il nuovo il presidente del Cile, Ricardo Lagos, proclama tre giorni di lutto nazionale.