Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987) fra i più rappresentativi pittori del Novecento europeo, ed esponente della cultura di area comunista (suo il disegno del simbolo del Partito Comunista Italiano). "Enfant prodige", frequenta lo studio del pittore Domenico Quattrociocchi e del pittore di carri Emilio Murdolo. A 13 anni inizia a datare e firmare i propri quadri, e inizia a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928 la sua prima mostra collettiva a Palermo, dove compie gli studi liveali e universitari, mentre la sua formazione si modella sulle correnti figurative europee, da Courbet a Van Gogh a Picasso e lo porta a Milano e a viaggiare per l'Europa. Nel suo espressionismo si fanno via via sempre più forte non solo i motivi siciliani come i rigogliosi limoneti, l'ulivo saraceno, il Palinuro, che, inviati nel '31 alla I Quadriennale di Roma, confluirono in una collettiva di sei pittori siciliani. Tornato a Palermo apre uno studio in Corso Pisani e con la pittrice Lia Pasqualino e gli scultori Barbera e Nino Franchina forma il Gruppo dei Quattro. Rifiutato ogni canone accademico, con le figure libere nello spazio o la ricerca del puro senso del colore, Guttuso s'inserisce nel movimento artistico “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati s'oppone alla cultura ufficiale e denota una forte opposizione antifascista nelle scelte tematiche negli anni della guerra di Spagna e che preparano la seconda guerra mondiale. Un soggiorno di tre anni a Milano matura l'arte “sociale” di Guttuso, con un impegno morale e politico via via più scoperto che si rivelava in quadri come “Fucilazione in Campagna”, dedicato a Garcia Lorca, fra il '37 ed il '38. Si trasferisce intanto a Roma. Il dipinto che gli dà la fama, fra mille polemiche da parte anche del clero e del fascio perché sotto il soggetto sacro denunzia gli orrori della guerra, è La Crocifissione. Per Guttuso è “il simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee” per il quale riceve il Premio Bergamo. Affascinato dal modello dantesco, dal '59 al '61, l'artista concepisce una serie di disegni colorati che poi verranno pubblicati in volume nel '70, “Il Dante di Guttuso”, in cui i personaggi dell'Inferno vengono rivisitati come esemplari della storia del genere umano, confermando la versatilità dell'ingegno. Un intero ciclo, invece, viene dedicato negli anni '70 alla sua autobiografia in pittura. Nel 1972 dipinge I funerali di Togliatti, che diverrà opera-manifesto della pittura antifascista. Il suo quadro più famoso “palermitano” è la “Vucciria”, nel quale con realismo crudo e sanguigno come le carni esposte nel più famoso mercato di Palermo, esprime una delle tante anime della città siciliana.