Jan Mizo, artista della vita che sfugge alle catalogazioni e alle mode perché spesso precursore, esprime nei suoi lavori fotografici quella ricerca compositiva che lo ha caratterizzato anche in ambito musicale. Pennellata dell'obiettivo, impressione di un momento, scatto che si ostina a frugare il quotidiano e l'ovvio ricercando bellezza, senso e pensiero anche in oggetti o paesaggi urbani di per sé aridi. Imprescindibili sono il suo sesto e settimo senso, il sense of humour ed il fine senso del ridicolo, entrambi rari di questi tempi.
Per i suoi lavori in tecnica mista si avvale spesso della computer graphic. Partecipa attivamente alla scena fotografica internazionale firmando spesso i suoi progetti con pseudonimi.
Giudecca 795 espone suoi lavori di pittura ed elaborazione digitale; stampa digitale su tela, alluminio D-bond, forex e carta fotografica; acrilici e resine su tela e pannello.
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