Gabriella Scarpi, personaggio difficile da inquadrare ma straordinariamente coerente. La sua vita e la sua arte hanno un solo punto fermo: i tessuti. "Ho studiato affresco all'Accademia di Belle Arti, ma ad interessarmi sono sempre state e le stoffe, docili, duttili, morbide". Designer tessile per aziende come Benetton, Haas, Malferrari, ha poi imboccato la strada della ricerca artistica più pura, riscoprendo tecniche antiche (dal batik al tie-dye, dalla stampa a tamponi alla serigrafia), rielabote per ottenere risultati personalissimi. Arrivano presto mostre e successi; prosegue sulla strada della sperimentazione manipolando, tingendo e stampando i tessuti in modo nuovo. "Taglio le stoffe a piccoli pezzi e poi le assemblo per creare materiale nuovo. Utilizzo lino, cotone, canapa, seta. Ognuno reagisce al colore in modo diverso, riesco a ottenere dei risultati imprevedibili e unici". L'ispirazione le viene da ogni genere di cosa: un muro, una lettura, una struttura architettonica, mentre il lavoro manuale è una vera e propria tecnica di rilassamento e di meditazione che le permette di sfuggire la quotidianità. Il procedere è lento. "Prendo, lascio, riprendo.. E' come se scrivessi un diario: non una pagina dopo l'altra ma un tessuto sopra l'altro, in un continuo divenire". Le piace pensare alle sue opere più recenti come a uno scavo archeologico, fatte di tanti strati ognuno dei quali narra una storia, regala un'emozione. Ma anche queste opere non sono che un momento creativo cui ne seguirà un altro.
cm 160 x 60 (63" x 24") |